Sirya Luongo non è un’artista di strada: la sua falsa storia inganna Italia’s got Talent 2012

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Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi, non avranno preso per niente bene le ultimissime indiscrezioni a proposito di Sirya Luongo, la ragazzina che con la sua storia e il suo talento ha commosso il pubblico di Italia’s got Talent. Per chi non avesse seguito la scorsa puntata, questa piccola artista di strada si era presentata al pubblico con un incredibile numero di ginnastica, proprio quello che orni giorno le garantirebbe quelle monentine per comparsi un pasto. Una storia talmente toccante alla quale hanno abboccato tutti e che adesso viene seriamente messa in dubbio.

Grazie al web si scopre che non solo Sirya ha una bella famiglia, ma che la ragazzina è anche iscritta alla FGI (Federazione Ginnastica d’Italia) che la pagherebbe profumatamente per esibirsi in giro per il mondo. La colpa ovviamente non è della piccola, ma semmai dei genitori, contro i quali su Twitter si è scagliato persino Gerry Scotti. Per ora la produzione del talent non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale, Sirya è una delle candidate alla vittoria finale, il video della sua esibizione però attualmente non si trova nel sito Mediaset, che a questo punto avrebbe se non altro il dovere di fare chiarezza col proprio pubblico.

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6 COMMENTI

  1. Avete mai pianto un solo giorno per qualcuno o qualcosa di non vostro?
    Avete mai consolato la vostra mamma piangere perché non sapeva come andare avanti?
    Non riesco a trovare né le forze né le parole per scrivere, ma qualcosa di più grande mi porta a farlo.
    Dunque, mi rivolgo a voi, ad ogni singola persona che mi legge in questo momento.
    Non sono qui per cambiare le idee a nessuno ma semplicemente se volete tutti la verità, la troverete SOLO in queste righe.
    Comincio con il parlare dell’esibizione di Sirya (e non sYria come tutti erroneamente scrivono) del giorno 21/01/2012 ad “Italia’s got talent, analizzando ogni singola battuta da voi ascoltata nella puntata.
    Dopo i saluti iniziali Maria chiede a Sirya: “Cosa ci fai vedere?” Sirya: “Vi faccio vedere la mia arte che faccio per strada”. Ora qualcuno mi dica, cosa c’è di non vero in questa frase?
    Sirya si è esibita molte volte per le piazze con questo tipo di performance corporeo ma anche col fuoco e molto altro, per coloro che negano ciò confermo di avere foto che lo testimoniano.
    La conversazione continua… Maria: “Ah!, vivi per strada?” Sirya: “Si…”.
    Sirya si è presentata al programma non come ginnasta, ballerina, attrice o barbona ma in qualità di Artista di strada, ciò non vuol dire che lei non abbia un tetto, una famiglia o che viva sotto un ponte (come la maggior parte dei Blog, e persone hanno malinteso) ma che nella sua vita da ARTISTA DI STRADA si è ritrovata molte volte a dover trascorrere le sue giornate in una piazza o in una via danzando e condividendo il poco che aveva con il prossimo, senza mai chiedere nulla ma soltanto offrendo la sua arte.
    Parlando con Sirya un giorno lei mi disse queste parole: “…Intanto non ho mai detto di non avere una casa, se come casa la gente intende il luogo materiale, bene sì quello ce l’ho, ma per me la casa è il mondo, il cielo è il mio tetto e la strada è il mio letto”.
    Maria: “Ti senti diversa dalle altre bambine, meno fortunata? Sirya: “No, meno fortunata assolutamente no!” Sirya ha visto con i suoi occhi chi è nato nella sofferenza e che senza l’aiuto di chi guarda il male con indifferenza senza fare del bene probabilmente morirà senza aver avuto mai un poco di fortuna nella propria vita.
    È difficile ragionare con i bambini “adulti” e credere alle loro parole, poichè si è abituati a bambini ai quali tutto è concesso, cresciuti nell’abbondanza e nella ricerca del superfluo ma credetemi, vi metto alla prova: affrontate una conversazione di anche pochi minuti con Sirya e rimarrete stupiti di quanto la sua mente possa arrivare lontano, nulla è programmato nelle sue parole, è tutto frutto del suo vissuto!
    Finita l’esibizione Maria domanda a Sirya: “Senti, e se vinci?”… Sirya risponde: “Se in caso vinco, i soldi che prendo non voglio tenerli per me!, voglio aiutare anche le persone povere…”, forse si rimane sbalorditi da una frase del genere perché AIUTARE oramai non è più una cosa comune, in particolare nel mondo occidentale, ci preoccupiamo solo del nostro, corriamo tutti i giorni e cerchiamo di capire come avere sempre di più; qualcuno sente parlare attraverso i mezzi di comunicazione, di Povertà, ma nessuno se ne interessa, pochi fanno davvero qualcosa, appaiono tutti come problemi lontani ai quali ci si sente un pochino impotenti ed allora si preferisce non parlarne, tornare sul proprio cammino ignorante di tutti i giorni, e se qualcuno come una bimba di nove anni ci fa riflettere, allora la si accusa chiamandola “traditrice”, “ingannatrice”, “falsa”… parole forse troppo grandi queste, per giudicare ciò che non si conosce.
    Con i piccoli risparmi Sirya con la sua famiglia ha già inviato qualcosa ai bambini poveri, anche poco, ma pur sempre tanto per chi non ha nulla.
    Interviene Gerry: “E con la scuola come fai?”
    Sirya: “No, vado a scuola!”
    Maria: “E come vai a scuola?”
    Sirya risponde con spontaneità: “A piedi!”, Sirya continuando a suscitare il sorriso, afferma di andare a scuola, come è giusto che sia.
    Durante la sua esibizione mostra un telo con la scritta “That’s the way it is” il quale spiega successivamente, dicendo: “Allora… that’s the way it is, vuol dire: così stanno le cose, significa che…Io…vedo la domenica mattina un papà o una nonna (figure che ha sempre visto nelle piazze ma che nella vita di Sirya sono state svolte dalla sua mamma e dalla sua sorella) andarsi a prendere il gelato no? ed invece vedo me stessa, o anche un’altra persona povera che è lì a guardare e magari è più povera di me… (Sirya non sta dicendo di essere povera, ma fa’ un paragone tra chi a tutto e di più, e chi invece risparmi quella monetina del gelato per chi come dirà successivamente e “molto molto molto” più povero di lei, riferendosi ai bambini che ha visto stare male o morire poichè non avevano i soldi per comprare le medice per curarsi da malattie, come la malaria, in Viet Nam)…”
    Continua Sirya: “Vorrei porgervi una domanda: quando voi avevate nove anni pensavate alle persone povere? e a chi soffre?” credo che ognuno di noi dovrebbe avere una Sirya dentro di sé e porgersi questa domanda!
    Nessuno ha chiesto a Sirya dove avesse imparato alcune delle cose che sa fare, nessuno le ha chiesto se andava in una palestra o luoghi simili, ma come afferma lei nell’articolo di giornale uscito il giorno 24/01/2012 su “La Stampa” della provincia di Torino: “Mi alleno fino da quando avevo tre anni, poi a quattro e mezzo sono entrata in una squadra di ginnastica artistica”. Un pittore che si rispetti non può comprarsi un pennello? un musicista il suo strumento? ed un artista di strada, come lo è Sirya, non può condividere il suo cappello con una passione, per far crescere il suo talento da ginnasta, con il quale continuare a donare, se non altro, un sorriso?
    Nessuno ha neanche, giustamente, chiesto a Sirya quale fosse la professione di sua mamma, o come fosse costituito il suo nucleo familiare?
    E’ forse una avversità se la mamma di Sirya dopo tante fatiche sia riuscita a trovare, da poco più di un anno a questa parte, un posto di lavoro presso il comune di Pinerolo con il quale affrontare le spese di ogni giorno e migliorare la Nostra condizione di vita dopo tanti anni in strada?
    Sì, avete letto bene ho scritto Nostra.

    Se ho deciso di scrivere questa lettera, é anche perché ho avuto molte domande da parte vostra, dal web, ma la cosa che mi ha toccata in maggior modo il cuore, e che mi ha spinta a scrivere è che qui è in discussione la vita di una bambina, non di una bambina qualsiasi, ma di colei che ho cresciuto con mia mamma e col mio amore, Sirya Luongo, mia Sorella.

  2. Mia cara sorella di Sirya, io sinceramente non ho mai creduto alla storia di questa ragazzina. Non ho il video integrale per poterne fare un’attenta analisi come ha fatto lei, ma posso affermare che ho notato subito troppe cose che non quadravano.. Troppe parole dette per intenerire e commuovere.. Certo che però la piccola Sirya è tanto piccola quanto inversamente proporzionalmente TANTO FURBA!!! Lode alla sua furbizia se è stata in grado di raggirare tantissimi (come Gerry, Maria, Rudy e tanti amici che erano con me quella sera a vedere il programma). Ha saputo rispondere ad arte a tutto e ha saputo dosare per bene le parole in modo da far intendere ciò che in realtà non è.. Una maestra di astuzia, scaltrezza e furbizia!! Ma purtroppo il suo giochetto non ha funzionato con me, che non ho creduto a lei sin dalla sua prima parola proferita! E poi che bimba colta.. si è sempre saputa esprimere in un italiano corretto! Conosce pure l’inglese! Senza nulla togliere alla gente di strada e con tutto il rispetto che provo per le persone che DAVVERO vivono per strada, ma credo che una famiglia che viva in strada ha ben altre preoccupazioni che mandare la figlia ad istruirsi e a imparare l’inglese.. Forse prima di tutto spenderebbero quei soldi per mangiare, vestirsi o comunque per cose di prima necessità.
    Questa bimba cresce proprio bene.. Potrà essere un domani la nuova Wanna Marchi del 2000!
    Chiedo scusa se da diplomato che vive sotto un tetto non ho la stessa vostra capacità linguistica e di espressione..

  3. Cara sorella di Sirya, son riuscito a trovare il filmato dell’esibizione della bimba e alla fine della sua dimostrazione dice chiaramente (e questo ovviamente lei lo ha omesso): “M’inginocchio porgendo il mio cappello, aspettando una magia, il tintinnio di una moneta, perchè in essa è racchiusa la mia arte ma anche la mia cena”.
    Non ho altro da aggiungere.. Da qui vuol far capire che è strapovera e mangia grazie ai soldi che ricava esibendosi.. Sono basita e senza parole.. Che furbizia!!!!

  4. Bravo Gianny! Questa bimba è stata addestrata per bene! Non oso immaginare quando crescerà cosa sarà capace di combinare se già da tanto piccina voleva prendere in giro l’italia intera!

  5. Non solo ha ingannato sul gioco di parole ( ammaestrata, é fuori dubbio), ma alla fine ha anche giocato la carta delle beneficenza.
    Mossa furbetta e imbrogliona per impietosire e ottenere voti.
    Figuriamoci! Se fosse stata onesta, sarebbe piaciuta di piu’. Il talento ce l’ha.
    Che bisogno c’era di costruire una falsa immagine.
    Non rende onore nè a lei, nè alla sua famiglia.
    Molto meglio il papa’ con il bimbo dell’est o la famiglia di S.Giovanni rotondo o il bambino che canta Carosone. Piu’ VERI e SIMPATICI.

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