Verso Torino – Inter: gli avvii sprint di Ventura e il tabù Inter da sfatare col 4-2-4

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Il Torino vuole sfatare il tabù Inter. Sono 18 anni che i granata non riescono a vincere contro i nerazzurri; l’ultimo successo risale al 27 febbraio 1994, in quell’occasione il Toro si impose per due reti a 0 contro un. Inter in crisi nera, che quell’anno rischiò addirittura la retrocessione. Degli arrembanti avvii di stagione di Ventura ne abbiamo già parlato, l’attesa in città è febbrile, allo stadio Olimpico si prevede il tutto esaurito, proprio come nelle grandi occasioni. Il tecnico dei granata è intenzionato a giocarsi la partita a viso aperto, vuole una formazione aggressiva: “meglio perdere avendo creato tante azioni che vincere con un golletto fortuito, significherebbe che abbiamo fatto un passo indietro rispetto allo scorso anno“. In attacco i granata potranno contare su Rolando Bianchi e Alessandro Sgrigna. E poi c’è un mini record di imbattibilità da difendere, 180′ senza subire reti, una rarità per i granata.

Insomma, si prevede una gara a viso aperto, anzi apertissimo se Ventura confermerà il suo spregiudicato 4-2-4, modulo che trovò la sua massima esaltazione nel Brasile di Garrincha, Didì, Vavà e Pelè. In serie B lo ripropose il Pisa Antonio Toma nel 2005, due anni dopo, sempre nel Pisa, la ripropose Giampiero Ventura, che se ne innamorò e lo portò con se anche al Bari e al Torino. Anche Conte con la Juventus lo ha utilizzato, con varianti tattiche che tuttavia non hanno ne snaturato l’essenza. Differentemente da quanto si possa immaginare, il 4-2-4 è perfetto quando si affrontano partite a viso aperto con squadre di pari livello o superiori, per questa ragione sono portato a credere che il tecnico granata lo confermerà anche contro l’Inter.

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