Il nuovo Milan di Ibrahimovic, Guardiola e Mazinga Zeta. Le bombe della Gazzetta

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Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare“. Quando si parla di Milan in questi ultimi mesi, non si può fare a meno che immedesimarsi, anche solo per un secondo, nell’allucinato tifoso rossonero. E’ successo davvero di tutto alla ex squadra più titolata del mondo, ci mancava solamente Ibrahimovic che torna e si taglia lo stipendio pur di essere utile alla causa rossonera (notizia riportata da tutti i quotidiani, che peraltro non soffrono di allucinazioni ma traducono le parole dello svedese in conferenza stampa dal ritiro della sua nazionale) e Guardiola “ordinato” da Berlusconi a Galliani per avviare un nuovo ciclo. Quest’ultima corbelleria è riportata sul sito ufficiale della Gazzetta Dello Sport, che dopo aver pensato bene di sbattere in prima pagina il ritorno di fiamma tra Balotelli e la Fico, ha deciso di infliggere un’altra mazzata alla sua credibilità in declino, con un articolo tutto incentrato sull’ingaggio di Guardiola. L’ex Barca si trova a New York, Galliani avrebbe deciso di posticipare l’incontro per non screditare Allegri platealmente. Un gesto di straordinaria sensibilità che fa il paio con gli insulti recapitati dallo stesso Ad al tecnico livornese, nella serataccia del Bernabeu, dove il Milan beccò la manita dal Real. E pensare che allora il campionato non era neppure cominciato.

La Gazza ci informa inoltre che: ” Il mandato al vicepresidente è nel cassetto: Galliani sa quello che deve fare, cioè puntare sul fascino del nome Milan e su un ampio raggio di competenze che sarebbero assegnate a Pep“. Certo, l’Ad rossero non avrà certo difficoltà a sedurre l’ex allenatore di Messi, Xavi e Fabregas, con gente tipo: Yepes, Antonini, Bojan e Pazzini. Per quanto riguarda invece l’ampio raggio di competenze, a parte i casting di Veline, e qualche tour della gnocca in giro per Mediaset, si fa davvero fatica a capire cosa potrebbe sedurre il buon Pep. Insomma, va bene il clima da cazzeggio dettato dalle nazionali, ma qui stiamo veramente esagerando.

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