Marco Travaglio a Servizio Pubblico: “perché il Movimento 5 Stelle non voterà la fiducia” 7/03/2013

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Che Marco Travaglio sia un giornalista vicino al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo, è un dato di fatto. Quale interlocutore migliore allora per avere lumi in merito alla strategia politica del primo partito in Parlamento. In queste ore vanno registrati più appelli all’indirizzo del Movimento 5 Stelle. I “grillini” sono caldamente invitati alla ragionevolezza, che tradotto in soldoni significa votare la fiducia ad un Governo guidato dal PD di Bersani. Da reietto, fascista e antidemocratico, Beppe Grillo (e il suo Movimento) si è trasformato per il centro sinistra in un interlocutore privilegiato. Questo perché alla sinistra mancano i numeri per Governare e visto che è impensabile proporre una coalizione di Governo insieme a Berlusconi, ecco che l’ex comico genovese diventa il male minore. Ieri sera, nel corso della puntata di Servizio Pubblico intitolata “La scelta del Presidente”, il conduttore Michele Santoro ha chiesto un commento sull’attuale situazione politica e sui probabili scenari futuri a Marco Travaglio. II vicedirettore del Fatto Quotidiano ha spiegato piuttosto chiaramente per quali ragioni il MoVimento 5 Stelle non può votare la fiducia. Si tratterebbe, come spiega Travaglio, di una cambiale in bianco, un atto di fede incondizionata nei confronti di un partito che per ora non ha proposto nulla che possa essere veramente preso in considerazione dal Movimento e dai suoi elettori. Seguite il video che trovate appena qui sotto, con l’intervento di Marco Travaglio nella puntata di Servizio Pubblico andata in onda ieri sera.

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