MARCO TRAVAGLIO, L’EDITORIALE A SERVIZIO PUBBLICO NELLA PUNTATA DEL 25/04/2013

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Sono vent’anni che passiamo da un salvatore della patria all’altro, prima tutti innamorati di Berlusconi e D’Alema, poi tutti rapiti da Mario Monti. Ricordate le lodi di un anno e mezzo fa: al loden, alla sobrietà, ai tecnici bocconiani, a quel cervellone della Fornero…Adesso non possono neppure uscire di casa. Ora però ci risiamo perchè è la volta di Giorgio Napolitano ed Enrico Letta“. Comincia così l’editoriale di Marco Travaglio del 25 aprile 2013 a Servizio Pubblico intitolato: “Leccate a Napo e Letta“. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano ha riletto e commentato le prime pagine dei principali quotidiani all’indomani della riconferma di Napolitano a Presidente della Repubblica. Corriere Della Sera, La Repubblica, L’Unità, Il Tempo, Il Messaggero. Tante testate una sola linea editoriale, ovviamente a servizio dei poteri forti. Napolitano ha avvertito la stampa: “non bisogna parlare di incucio” e i giornali, patriotticamente, hanno subito obbedito. E infatti ora si parla di “sforzo collegiale”, “governo di larghe intese”, ma anche “governo di scopo”, che è la definizione preferita da Silvio Berlusconi. Insomma, ascoltando l’editoriale di Travaglio, tornano alla mente le parole di Beppe Grillo, che da anni accusa la stampa di essere responsabile come e forse anche di più della politica della situazione in cui ci troviamo.

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