Confederations Cup 2013, L’Italia nella miseria del Brasile: ecco perché il Paese protesta

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Qualcuno di voi si sarà forse domandato per quale ragione il Brasile è in rivolta durante la Confederations. Cup. La povertà, le favelas, come quella di Rocinha, a pochi chilometri dal quartiere bene di Rio, quello di Barra, sede del ritiro degli Azzurri ne è la dimostrazione più lampante. Quando ricchezza e miseria coabitano a pochi passi, la tensione sociale si avverte nell’aria. La nazionale italiana i problemi del Brasile li ha visti da vicino, sbattuti loro in faccia dai quartieri vicino ai campi da gioco dove si sono allenati sino ad ora. Impianti sportivi nuovi di zecca situati in mezzo al degrado e alla povertà più assoluta, dove le case magari hanno le parabole, ma non i vetri alle finestre. E non è un caso che la manifestazione contro il rincaro dei costi di pullman e metro, sia partita proprio da qui. Perché se nell’immaginario collettivo dei vacanzieri italiani il Brasile sono le spiagge da sogno, come quella di Copacabana, l’altra faccia del paese spesso è sconosciuta. E così Balotelli gira per le strade di Salvador De Baia e Twitta: “Sembro Bahiano anch’io”, il resto della nazionale azzurra resta barricata in albergo. Il servizio di Riccardo Pratesi di Gazzetta TV nel contributo video che trovate appena qui sotto. Buona visione.

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