Villanova replica a Guardiola: “Quando stavo male lui non c’era, il Barcellona mi ha aiutato”

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Una caduta di stile del genere, si poteva e si doveva evitare. Tutto è partito dalle dichiarazioni di Pep Guardiola nella conferenza stampa di qualche giorno fa col Bayern Monaco. Il tecnico spagnolo si è scagliato contro il suo ex club, accusando la dirigenza del Barcellona di aver strumentalizzato la malattia di Tito Villanova per danneggiarlo. Parole dure, durissime, pronunciate – a mio modesto avviso – nella sede più sbagliata. Che bisogno c’era di sbandierare ai quattro venti questioni così private? Mistero. Come se non bastasse, ieri è intervenuto anche Tito Villanova, che di fatto ha smentito l’ex amico: “Quando ero a New York stavo male, avevo bisogno d’aiuto e lui non c’è stato“. L’esatto opposto di quanto dichiarato da Guardiola, uno dei due mente e lo nella maniera più meschina possibile. Ripeto, ci troviamo di fronte ad una caduta di stile che coinvolge tutto l’ambiente del Barcellona. E poco importa se Villanova ha infine dichiarato che Guardiola resta un suo amico e che lo chiamerà per chiarire, ormai la frittata è bella che fatta. Un’ultima considerazione su Guardiola. Il tecnico non si discute, ma dal punto di vista umano mi lascia piuttosto perplesso. Ricorderete come si sbarazzò di Eto’o per arrivare ad Ibrahimovic. Il camerunese ci rimase molto male, perché il tecnico si guardò bene dal motivare la sua decisione. Stesso trattamento lo subì l’attaccante svedese del PSG l’anno dopo. Pure Ibrahimovic criticò molto Guardiola per il suo comportamento, apparentemente incomprensibile visto che era stato proprio l’allenatore a volerlo a tutti i costi l’anno prima, pagandolo una follia all’Inter, per sbarazzarsi di Eto’o, presunta mela marcia del gruppo. Ed ora questa storia incresciosa, a voi il giudizio finale.

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