Le Iene, uccisero Federico Aldrovandi: ora i poliziotti tornano in servizio. 29/01/2014

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Ieri sera, nella seconda puntata de Le Iene Show, Pablo Trincia è tornato a parlare di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara picchiato e ucciso nel 2005 da 4 agenti di polizia. Dopo un lungo processo gli agenti sono stati condannati a tre anni e mezzo per omicidio colposo. Oggi, dopo aver scontato sei mesi della pena, più sei mesi di sospensione dal servizio, tre dei quattro poliziotti sono tornati ad indossare la divisa. La notizia ha fatto molto discutere ed ha suscitato la comprensibile indignazione della signora Patrizia, la madre di Federico. Nel servizio viene ricostruita nei dettagli la tragedia, con immagini inedite della polizia ed intercettazioni ambientali che inchiodano i quattro poliziotti alle loro responsabilità. Ma facciamo un passo indietro. L’insabbiamento e il depistaggio degli agenti è cominciato sin dai primi contatti telefonici con i genitori. Un poliziotto amico di famiglia è stato incaricato di comunicare la notizia a Lino e Patrizia Aldrovandi. Al momento del riconoscimento del corpo la Polizia consigliò ai genitori di mandare un parente, un suggerimento che nasconde una sconvolgente realtà. Il corpo di Federico era massacrato, al punto che i famigliari inizialmente pensarono che il figlio fosse stato investito da una macchina. Pian, piano, tra reticenze e mezze verità degli agenti, emerse la verità, sconvolgente e inaccettabile. Secondo la Polizia, al momento dell’arresto il giovane era talmente drogato da infliggersi colpi da solo. La madre di Federico comprese che le cose era andate in maniera assai differente il giorno dopo, nell’ufficio del Questore. I primi ad essere interrogati furono gli amici, sui quali i poliziotti avrebbero tentato di far ricadere le responsabilità. Federico, dopo una notte insieme agli amici, si sarebbe imbattuto in una volante, sarebbe esplosa una colluttazione. Il ragazzo, in preda agli effetti della droga, avrebbe aggredito i poliziotti e si sarebbe procurato da solo le ferite. Peccato che alla scena assistette una donna originaria del Camerun, che con la sua coraggiosa testimonianza si è rivelata fondamentale per la condanna degli agenti. Una sentenza che molto dura, non altrettanto la pena. Ma la mamma di Federico è stata costretta a subire un altro terribile oltraggio, quell’indegna manifestazione del Coisp, il sindacato di Polizia in favore degli agenti condannati proprio sotto le finestre dove la signora Patrizia lavora.

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