Cristiana Capotondi dà la voce a Lucia Annibali nel film “Io ci sono.”

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Cristiana Capotondi, protagonista di “7 minuti” di Michele Placido, sarà Lucia Annibali nel film “Io ci sono” in onda stasera martedì 22 novembre 2016 alle 21.15 su Rai 1. La pellicola racconterà la storia dell’avvocatessa sfregiata nel 2013 dal suo ex fidanzato, ma non solo

RAI 1-Nonostante la nuova stagione di Amore Criminale continui a non decollare con Asia Argento per il troppo horror e il gusto del macabro dell’attrice, la Rai non rinuncia al suo obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla violenza contro le donne.

Dopo le ultime testimonianze di Barbara e di Vasco, stasera martedì 22 novembre 2016 si parlerà di un’altra sopravvissuta nel film Io ci sono, che andrà in onda alle 21.15 su Rai 1, e in cui vedremo Cristiana Capotondi nel ruolo della protagonista: Lucia Annibali.

Cristiana Capotondi, “Lucia è un simbolo di coraggio, un esempio per tutti.”

L’attrice, presente alla conferenza stampa di ieri lunedì 21 novembre 2016, parlando del film ha detto di essere molto onorata per essere stata chiamata ad interpretare Lucia “È un simbolo di coraggio, un esempio per tutti.”

Il film tv, considerato dalla direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta uno dei prodotti più importanti che siano mai stati realizzati dalla televisione pubblica, racconta la storia di Lucia Annibali, un’avvocatessa di successo molto bella, che incontrerà però l’uomo sbagliato.

Stanca delle sue bugie e del comportamento violento del fidanzato, la donna troverà il coraggio di lasciarlo, ma lui non le perdonerà mai quella scelta. La sera del 16 aprile 2013 Lucia aprirà la porta del suo appartamento per rientrare, ma troverà un uomo incappucciato davanti a sé, che le lancerà del liquido in faccia, poi scapperà via.

Lucia sentirà subito la pelle bruciare e deformarsi e, per pochi attimi, diventerà anche cieca. Capirà a quel punto che le è stato tirato addosso dell’acido e, da quel momento, per lei inizierà un calvario lungo tre anni tra interventi chirurgici e tanto dolore. Ma anche di riscatto, perché trasformerà il gesto del suo aggressore in un’arma per combattere la violenza sulle donne.

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