Le Iene Show: il TTIP, il patto killer per l’Europa di Nadia Toffa VIDEO

0

nadia-toffa

Nadia Toffa, in un servizio andato in onda domenica 27 novembre 2016 a Le Iene Show parla del TTIP, il patto killer che, se approvato, manderà al tappeto l’economia europea e obbligherà gli allevatori ad usare ormoni, pesticidi, farmaci e altre schifezze negli alimenti per stare al passo con gli standard americani

LE IENE SHOWDomenica 27 novembre 2016, su Italia 1, è andata in onda una puntatona de Le Iene Show: per la prima volta, dopo tanto tempo, ci siamo ritrovati un po’ in imbarazzo, visto che di servizi interessanti ce n’erano in abbondanza e per tutti i gusti.

A catturare la nostra attenzione è stato però il reportage di Nadia Toffa, in cui l’inviata ha parlato in modo approfondito del TTIP, il patto commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, che sta continuando a far nascere discussioni su discussioni, soprattutto dopo che alcune “clausole segrete” sono state rese note da Wikileaks.

Le Iene Show: TTIP, il serial killer delle piccole produzioni e dell’uomo

Quello che è emerso durante il servizio è a dir poco sconvolgente, perché non solo il TTIP favorirebbe maggiormente gli Stati Uniti rispetto all’Europa, ma in più, questo nel caso venisse approvato, obbligherebbe il mercato europeo a conformarsi a quello americano.

LE IENE SHOW: IL TTIP, IL PATTO KILLER PER L’EUROPA DI NADIA TOFFA (VIDEO)

In parole povere? Via libera all’uso dei diserbanti, dei pesticidi, degli ormoni e dei farmaci per incentivare la crescita degli animali e delle verdure che mangiamo, che adesso sono proibiti in Europa, con la conseguenza che, prima o poi, ci troveremmo a fare i conti con le malattie e, nei casi più gravi di intossicazione alimentare, anche con un nostro eventuale decesso!

Pensate che sia tutto? No, non lo è, perché oltre a dover dire addio a tutti i controlli sanitari molto rigidi e presenti in Europa, che però ci garantiscono che un alimento è di qualità e non dannoso per la nostra salute, in caso di accettazione del TTIP dovremmo dire addio anche al Made in Italy e anche alle aziende biologiche, visto che saranno le prime a farne le spese.

 

 

LASCIA UN COMMENTO