Le Iene Show: Malasanità, così si muore in un ospedale italiano di Gaetano Pecoraro VIDEO

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Gaetano Pecoraro, inviato de Le Iene Show, racconta la storia di Franco Mastrogiovanni, un maestro di scuola elementare che, dopo essere stato catturato dai Carabinieri perché aveva lo sguardo perso, viene portato all’ospedale Vallo di Lucania per un TSO. Ma non ne uscirà più vivo, perché morirà quattro giorni dopo aver subito torture indicibili

LE IENE SHOW-È una storia incredibile quella di Franco Mastrogiovanni, un maestro elementare di 58 anni benvoluto da tutti e che lavora con i bambini, ma che purtroppo accade tuttora in certe strutture ospedaliere in Italia e, per certi versi, ricorda anche quella di Giuseppe Uva e di altri italiani che, entrati in una struttura per un controllo o perché fermati, ne sono usciti privi di vita.

Come racconta la nipote dell’uomo nel servizio di Gaetano Pecoraro, l’inviato de Le Iene Show, Franco era una persona normale, uno zio presente e affettuoso, amato dai bambini. La sua vita è serena, fino a quando, il 30 luglio 2009, tutto cambia: mentre sta circolando in macchina, i Carabinieri notano che ha lo sguardo perso nel vuoto.

Le Iene Show: le riprese casuali fatte dalla telecamera

Il giorno successivo i Carabinieri, notando di nuovo la macchina, la seguono fin nel campeggio in cui Franco sta passando le vacanze da un mese. E non sono soli: con loro ci sono anche i medici dell’Asl. Inizialmente il maestro si tuffa in mare per non farsi prendere, ma poi torna a riva e, dopo aver bevuto un caffè e aver fatto una doccia, viene portato all’ospedale Vallo di Lucania.

E questo sarà solo l’inizio del suo calvario: costretto ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio), nonostante non ci sia stato il consenso dei famigliari, l’uomo viene legato, lasciato per ore senza cibo, impossibilitato ad alzarsi dal letto e, dopo quattro giorni, muore alle due di notte. Grazie alle riprese casuali delle telecamere, che trovate nel SERVIZIO (attenzione: immagini forti), i medici e gli infermieri sono stati condannati in questi giorni, ma cosa strana, continuano a lavorare…

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