Coloranti alimentari chimici? No grazie! La natura ha quello che ci serve

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Parliamo di coloranti alimentari, della differenza tra quelli chimici e quelli naturali, e del motivo per cui se ne fa largo utilizzo nell’industria. Scopriamo quali alternative abbiamo utilizzando coloranti non-ogm, senza glutine, senza lattosio e vegan.

CUCINA-Ogni cuoco e pasticcere che si rispetti lo sa bene: per far sì che una torta risplenda in tutta la sua bellezza, soprattutto se fatta con la pasta da zucchero, c’è bisogno di una piccola magia che viene fatta dai coloranti alimentari.

Solo che, e questo lo sappiamo bene al giorno d’oggi, i coloranti artificiali fanno tutto fuorché che bene e, per chi è vegano oppure intollerante al lattosio, spesso sono tutto tranne che consumabili, anzi, possono essere anche pericolosi per la salute.

Qual è però la differenza tra coloranti artificiali e coloranti naturali e perché i secondi, per la preparazione delle nostre ricette, sono l’opzione migliore? Scopriamolo insieme.

Coloranti alimentari artificiali VS coloranti alimentari naturali: il confronto finale!

Perché vengono utilizzati i coloranti?

I coloranti alimentari vengono comunemente utilizzati come comune additivo nella produzione di cibo e bevande, possiamo inoltre trovarli in medicinali e prodotti di bellezza.

Principalmente vengono utilizzati, in quanto, le industrie alimentari sanno bene che i consumatori si aspetto che un determinato cibo o una determinata bevanda, abbia un colore specifico. Quando così non è, solitamente, si ritiene che esso non sia fresco, oppure sia di qualità scadente.

Alcuni esempi: se acquistiamo una bibita al gusto di arancia, ci aspettiamo che essa sia arancione, una bibita alla fragola, ci aspettiamo che sia rossa.

Per migliorarne quindi l’estetica, l’industria, sapendo anche che i consumatori basano la loro scelta di acquisto in base anche al colore del prodotto, aggiungono ad esse i coloranti, nella maggior parte non naturali, ma sintetizzati in laboratorio.

Un altro motivo per cui viene aggiunto un colorante ad un alimento potrebbe essere legato alla festività in corso, pensiamo ad esempio al natale ed ai biscotti glassati rossi e verdi oppure ad halloween dove imperversa l’arancio ed il nero.

Ma che cosa sono i coloranti naturali o artificiali?

I coloranti vengono distinti in coloranti alimentari naturali o artificiali a seconda della loro origine. Se questa è vegetale, microbiologica o minerale, essi vengono considerati naturali. I coloranti artificiali vengono invece creati nei laboratori dai chimici.

Perché utilizzare coloranti artificiali o sintetici? Non sarebbe più logico e salutare usare quelli naturali? Certamente, ma per le industrie i coloranti alimentari sintetici hanno un costo molto minore, possono essere prodotti in serie ad una frazione del costo di raccolta e lavorazione dei materiali utilizzati per realizzare i coloranti naturali.

Ma i coloranti artificiali sono sicuri?

I coloranti alimentari artificiali sono stati originariamente fabbricati con catrame proveniente dal carbone. I primi critici sui coloranti alimentari artificiali sono stati rapidi a farlo notare. Oggi, la maggior parte dei coloranti alimentari sintetici derivano dal petrolio. Alcuni critici sosterranno che mangiare olio non è meglio che mangiare carbone. Ma i prodotti finali dovrebbero essere rigorosamente testati per assicurarsi che non contengano tracce del petrolio originale.

Nel 2007, i ricercatori dell’Università di Southampton, ha pubblicato uno studio sull’effetto dei coloranti alimentari artificiali e un conservante sul comportamento dei bambini. I colori in questione erano Tartrazine (giallo, E102), rosso Allura (rosso, E129), rosso cocciniglia (rosso, E124), giallo chinolina (giallo, E104), giallo tramonto (arancione, E110) e carminio (marrone rossiccio, E122) . Le loro scoperte? “Un possibile collegamento tra il consumo di questi colori artificiali e un conservante e l’iperattività aumentata”.

In seguito a ciò, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata chiamata a valutare le informazioni presentate nello studio. Nel 2009, l’EFSA ha ridotto la DGA di Cochineal Red (Red, E124), Quinoline Yellow (Yellow, E104) e Sunset Yellow (Orange, E110), impiegando il principio di precauzione per quanto riguarda gli studi di esposizione effettuati nei ratti. Questo studio ha piantato il seme del dubbio nelle menti dei consumatori e ha fatto si che nascesse un movimento per impedire che queste sostanze fossero presenti nel loro cibo.

Tuttavia, i consumatori vogliono ancora che il loro cibo sia colorato nel modo in cui si aspettano, il che pone diversi problemi. Per fortuna, gli scienziati del cibo adorano le sfide. È dunque partita la corsa alla ricerca di alternative naturali per sostituire questi colori artificiali. Nel 2013, un rapporto del settore ha mostrato che le vendite di coloranti naturali hanno superato per la prima volta le vendite di coloranti artificiali.

C’è poi da sottolineare il fatto che i coloranti artificiali non apportano nessun valore nutrizionale, mentre i coloranti naturali la maggior parte delle volte sono ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti.

Ci sono alternative ai coloranti chimici?

In alcuni casi ci sono voluti anni per trovare un sostituto per i colori artificiali.

Nel caso del Blu Brillante, si è riusciti grazie ad un estratto di Spirulina.

Altre fonti di colore naturale includono betanina (rosso-viola da barbabietola), licopene (rosso da pomodori), curcumina (giallo da curcuma) e clorofillina (verde da clorella) !

Grazie a tutta una serie di colori naturali, l’industria alimentare ha ora abbastanza colori per soddisfare ancora i desideri dei consumatori!

Ed anche a casa potete usare i coloranti alimentari in sostituzione di quelli chimici, potete per esempio acquistarli su Pastry Genie dove vendono coloranti alimentari naturali in polvere tra l’altro no-ogm, gluten-free, senza lattosio e 100% naturali.

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